Massimo

Far vivere emozioni. Questo è il mio impegno, il lavoro che ho scelto. Cerco di avere un approccio positivo alle persone: ascolto, sospendo il giudizio, interpreto i loro desideri.

È creare un clima, è definire un ambiente. Lo sperimento tutti i giorni quando mi confronto con la nostra clientela.

Senza la cucina non potremmo dare nulla alle persone sedute al tavolo, ma al tempo stesso chi sta in cucina deve essere certo che le sue creazioni verranno valorizzate.

È un flusso di lavoro che deve essere coerente: l’accoglienza, la presentazione dei piatti, il servizio, l’abbinamento dei vini. Tutto deve essere oggetto di studio e di miglioramento continuo. 
Me compreso. E la mia cantina.